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PETROLIO: PRIORITARIO IL DIRITTO ALLA CONOSCENZA

La reazione della Regione Basilicata alle analisi che dimostrano un inquinamento di ferro, manganese e idrocarburi policiclici insaturi nell’area esterna al Centro Oli dell’Eni in Val d’Agri è stata “all’altezza e merita sostegno”. E’ quanto dichiarato alla stampa a Potenza dal segretario dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti, il quale ha condiviso la decisione della Regione di “diffidare” la compagnia petrolifera per costringerla ad intervenire al centro oli per mettere in sicurezza gli impianti, nello specifico tre dei quattro serbatoi privi del doppio fondo. Durante la conferenza stampa, Bolognetti ha illustrato alcuni documenti di proprietà dell’Eni sulla messa in sicurezza d’emergenza dell’impianto a seguito della perdita di carburante, “resi noti – ha affermato – per onorare il diritto umano e civile alla conoscenza dei lucani”. A seguire , mostrato un apparecchio acustico “destinato agli uomini politici e movimenti – ha aggiunto – che negli anni passati, quando io denunciavo potenziali inquinamenti al Cova di Viggiano, non hanno reagito e forse si sono compiaciuti della realtà esistente” e poi una saldatrice “destinata all’amministratore delegato dell’Eni, De Scalzi, di recente possibilista su nuovi investimenti in Basilicata a patto di avere maggior consenso dei territori. “Avrebbe potuto evitare la situazione attuale – ha concluso Bolognetti – facendo investimenti più contenuti ma mirati a garantire la sicurezza dei serbatoi nel centro oli”.