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UNA ZONA FRANCA ENERGETICA PER LA BASILICATA

Zona franca energetica per la Basilicata. E' questo l’obiettivo promosso dall’associazione Insieme per la Basilicata, l’Anci con la condivisione di oltre 100 comuni del territorio lucano al fine di creare in quest’area condizioni attrattive e vantaggiose dal punto di vista imprenditoriale.

Se n’è parlato in un incontro tenutosi presso la Sala Presidenziale della Provincia di Matera alla presenza di diversi Sindaci e alcuni parlamentari. “Zona franca energetica significa risolvere il paradosso del costo dei prodotti petroliferi – ha detto il Presidente dell’associazione “Insieme per la Basilicata” Aldo Berlinguer;  i lucani – non possono pagarli in misura uguale o superiore agli altri cittadini italiani (visto che sul territorio insistono giacimenti petroliferi n.d.r.). Questo è un problema che va risolto insieme a tante altre criticità come quella ambientale e occupazionale. C’è poi – ha sottolineato – l’altro tema quello del collegamento della Valbasento con Taranto. Noi ci dobbiamo agganciare a questo nuovo trend che vede Taranto diventare un grande porto del corridoio Helsinky La Valletta e lì la Valbasento, un pezzo importante della Basilicata, può diventare retroporto in un ottica infrastrutturale, fiscale, doganale e logisitica che non può attendere. Molti Sindaci hanno espresso la loro volontà affinchè questo si realizzi; siamo qui a discuterne con i Parlamentari perché è necessaria una piccola legge nazionale; dopodichè sono sufficienti 90 giorni per disegnare il meccanismo operativo  che può dare le gambe a questa specialità che già esiste  in natura e che non vedo perchè non debba essere riconosciuta anche sul piano economico”.  La proposta è appoggiata anche da Pasquale Lorusso Presidente di Confindustria Basilicata il quale sottolinea la necessità che la stessa avrebbe soprattutto in una regione come quella lucana con un contesto socio economico deficitario per infrastrutture materiali e immateriali, con un tessuto produttivo rappresentato per circa il 90 per cento da Pmi che faticano a concorrere su un mercato globale. (da trmtv.it-Francesco Giusto).