ANNO GIUDIZIARIO: GUARDIA ALTA PER MATERA 2019

Come nel resto d’Italia, soffre anche il sistema dell’amministrazione della giustizia in Basilicata. Lungaggini processuali e carenza del personale, le due cause principali che hanno aggravato le condizioni di una macchina diventata farragginosa e pronta ad affrontare un nuovo anno.

Di contro, il territorio esprime una serie di temi da tenere costantemente sotto la lente d’ingrandimento: infiltrazioni malavitose extraregionali, interessi sull’accoglienza al flusso straordinario dei cittadini migranti, il caporalato – non più limitato ai mesi estivi – le indagini sul terrorismo – che non hanno rivelato fenomeni preoccupanti – inchieste che hanno riguardato i temi ambientali e le estrazioni petrolifere in Basilicata, infine, la necessità di guardare con attenzione a Matera 2019. Quest’ultimo punto, in particolare, è emerso in modo esplicito durante la cerimonia d’inaugurazione attraverso le parole della presidente della Corte d’Appello di Potenza, Sinisi: è auspicabile creare un “pool specifico per il controllo delle iniziative legate a Matera Capitale europea della Cultura per il 2019 – ha sottolineato – su cui è necessario tenere alta la guardia”. Nella relazione del Procuratore generale facente funzioni presso la Corte d’Appello di Potenza, Roca, in numeri i procedimenti penali nel distretto lucano, nel corso del 2016, aumentati del 29,4% rispetto all’anno precedente, con una pendenza diminuita del 12,2%, “nonostante – ha affermato – un incremento delle sopravvenienze del 13,9%”. Dal canto loro, gli avvocati hanno evidenziato le criticità e mostrato l’esigenza di fare sintesi con il mondo della magistratura. Restano le preoccupazioni sul destino della Corte d’Appello, nonostante le rassicurazioni, un presidio da difendere in ogni modo. Assente all’evento la Camera Penale distrettuale lucana (da trmtv.it-Nico Basile).