PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: MALE PUGLIA E BASILICATA

La Basilicata è al 182°, la Puglia ancora peggio all’188º posto su 206 territori europei, compresa la Turchia, come inefficienza della Pubblica amministrazione – tra qualità e quantità dei servizi erogati. E’ quanto rileva un’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre su dati relativi a un’indagine condotta dall’Ue sulla qualità della Pa a livello territoriale. E va anche detto che l’inefficienza della Pubblica amministrazione costa al nostro Paese oltre 30 miliardi di euro all’anno...

...e due punti di Pil. Al primo posto della classifica c’è la provincia finlandese di Åland, mentre all’ultimo posto c’è la turca Bati Anadolu. Ma ci sono sette regioni del nostro Sud che si collocano nelle ultime 30 posizioni con la Campania addirittura al 202° posto. Nessuna amministrazione pubblica italiana figura tra le prime trenta e la migliore è la Provincia autonoma di Trento, al 36° posto della classifica generale. Nella classifica generale l’Italia si colloca al 17° posto su 23 paesi analizzati e sta davanti solo a Grecia, Croazia, Turchia e alcuni paesi dell’ex blocco sovietico. Al comando i paesi del Nord Europa. “Dagli inizi degli anni ’90 ad oggi sono state 18 le riforme che hanno interessato la nostra Pa – ha detto il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo -. Sebbene le aspettative fossero molte, in tutti questi anni i risultati ottenuti sono stati deludenti. In molti settori la qualità dei servizi erogati ai cittadini e alle imprese è diminuita e nonostante l’avvento del web ci permetta di scaricare molti documenti dal computer di casa, le code agli sportelli, ad esempio, sono aumentate.  Ma la Cgia ha però anche spiegato che l’Italia ha delle punte di eccellenza che non hanno eguali nel resto d’Europa: la sanità al Nord, le forze dell’ordine, molti centri di ricerca e istituti universitari italiani presentano delle performance che non temono confronti. “Tuttavia – dice il Segretario della CGIA Renato Mason – è necessario migliorare l’efficienza media dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche, affinché siano sempre più centrali per il sostegno della crescita, perché migliorare i servizi vuol dire migliorare il prodotto delle prestazioni pubbliche e quindi l’impatto dell’attività amministrativa sullo sviluppo del Paese” (da trmtv.it-Antonella Losignore).