I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE LUCANO

“Piena solidarietà a Salvatore Jacobellis ed alle comunità del Metapontino”, per il grave atto intimidatorio subito nella notte tra domenica 30 e lunedì 31 ottobre scorso all’ex sindaco di Scanzano Jonico, da sempre impegnato sul fronte della legalità, al quale è stata incendiata da persone non identificate l’automobile. La esprime il Consiglio regionale della Basilicata che ha approvato oggi all’unanimità una mozione proposta dal capogruppo del Pd Cifarelli e sottoscritta da tutti i gruppi consiliari. Alle 18 e 15 i lavori d'aula sono ancora in corso.

Con il documento, oltre a “rivolgere un sentito ringraziamento alle forze dell’ordine ed agli organi inquirenti impegnati nell’attività di controllo e di indagine”, il Consiglio regionale impegna il presidente e la Giunta “a sostenere ogni utile iniziativa al fine di rafforzare i presidi di sicurezza dell’area” e “ad organizzare, in quell’area un’iniziativa pubblica per dibattere specificatamente su quanto accaduto vagliando proposte di intervento e di sostegno concrete”. Il Consiglio regionale ritiene “deplorevole questo ennesimo atto intimidatorio che desta preoccupazione e che impone una seria analisi di quanto sta accadendo nella comunità e lungo la costa jonica” e ritiene inoltre necessario “ adottare provvedimenti urgenti, senza tralasciare o sottovalutare nulla, al fine di salvaguardare da un lato l’incolumità di chi quotidianamente si batte in prima persona contro la criminalità organizzata, e dall’altro la reputazione di una comunità laboriosa come Scanzano Jonico”.

 

L'Aula ha approvato, a maggioranza (con 13 voti favorevoli di Pd, Cd, Pp, M5s, Udc, Pdl-Fi, Psi, Lb-Fdi e Romaniello del Gm e 1 astensione di Pace del Gm) una mozione presentata dai consiglieri del Movimento 5 stelle, Gianni Leggieri e Giovanni Perrino relativa alla procedura di valutazione di impatto ambientale (Via) per un impianto di recupero di rifiuti finalizzato alla produzione di Css (combustibile solido secondario) situato nel comune di Matera presso la zona industriale La Martella. Con il documento si impegnano il presidente e la Giunta regionale “a disporre, con propri atti e provvedimenti, la pubblicazione integrale della documentazione e il progetto afferente all'istanza di Via sull'apposito sito internet della Regione Basilicata e a far decorrere i termini per la presentazione delle osservazioni, come per legge, dalla data della predetta ripubblicazione ‘on line’”. Con la mozione si invita, inoltre, il governo regionale, “nelle more dell'approvazione del nuovo Piano regionale dei Rifiuti, a sospendere tutte le procedure autorizzatorie (anche Via o Aia) di nuovi impianti di smaltimento, trattamento, produzione, gestione, incenerimento o termovalorizzazione, di rifiuti; tanto in attuazione del comma 5 dell'art. 42 della legge regionale n. 26/2014”. Nella mozione si sottolinea che “la documentazione e il progetto integrale, relativo all’istanza di Via non risultano pubblicate sul sito della Regione Basilicata, a differenza di altre istanze (Via e Aia), integralmente disponibili”. “Trattandosi di un progetto – si legge nella mozione – che si inserisce nella filiera dell’incenerimento dei rifiuti e che appare potenzialmente impattante per l’ambiente e la salute dei cittadini, in particolare di Matera e dei comuni limitrofi e che la mancata pubblicazione sul sito internet regionale rende di fatto inaccessibile ai cittadini la visione del progetto. Ciò in contrasto con la normativa in vigore che prescrive stringenti obblighi di trasparenza e accessibilità pubblica”.
La massima assemblea lucana ha poi approvato all’unanimità una mozione di iniziativa dei consiglieri Michele Napoli e Paolo Castelluccio (Pdl-Fi) che impegna il governo regionale a predisporre a “predisporre un piano di ristrutturazione, prevenzione e riduzione del rischio connesso ad eventi sismici che, previa individuazione di tutte le risorse disponibili a tale scopo finalizzate, consenta la messa in sicurezza del patrimonio di edilizia scolastica e consenta l’attribuzione a ciascun edificio scolastico di apposita certificazione antisismica”. Con la mozione si impegna, altresì, il Governo regionale ad “indire una ‘Conferenza di Servizi preliminare’ che acquisisca le determinazioni concernenti il Piano di tutti gli enti e amministrazioni a diverso titolo coinvolti nel procedimento di attuazione del piano stesso, al fine di semplificare e ridurre i tempi di realizzazione delle opere previste dal piano stesso”. “Ben il 33,5 per cento delle scuole lucane, a fronte del 4,9 per cento della media nazionale - viene sottolineato nel documento - è ubicato in zona a rischio sismico 1 e il 53,6 per cento in zona a rischio sismico 2, a fronte del 24,1 per cento della media nazionale”. L’impegno della Giunta regionale viene sollecitato anche affinché “si promuova il rilascio da parte degli uffici competenti di una apposita certificazione antisismica degli edifici scolastici che attesti l’adeguamento strutturale degli stessi e che sia periodicamente aggiornato per effetto degli opportuni controlli da parte dell’Ufficio tecnico di coordinamento regionale per la sicurezza nelle istituzioni scolastiche e si impegnino nella realizzazione del piano di prevenzione e ristrutturazione le risorse del Piano di Azione e Coesione destinate alla Regione Basilicata”. 
Il Consiglio regionale ha approvato, inoltre. all’unanimità una mozione, proposta dai consiglieri componenti dell’ufficio di Presidenza (Mollica, Castelluccio, Rosa e Spada) e sottoscritta anche dai consiglieri Romaniello, Lacorazza, Bradascio, Pace e Giuzio in relazione ai titoli tossici di Veneto Banca. Con il documento si dà mandato alla Presidenza del Consiglio regionale “di attivarsi, congiuntamente ai presidenti delle Assemblee legislative delle altre Regioni coinvolte ed interessate, affinché nell’ambito della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome venga approvata una mozione da presentare al Governo della Repubblica per richiedere una soluzione trasversale a tutele dei consumatori coinvolti ed un piano di tutela che eviti il ripetersi di tali drammi socio economici”. La mozione, inoltre, impegna la Giunta regionale a “verificare con i propri uffici e operando di concerto con le associazioni dei consumatori, la possibilità di predisporre azioni e sostegni al fine di salvaguardare la tenuta del tessuto economico sociale lucano; ad attivarsi presso il Governo della Repubblica nel caso di azioni di arbitrato conseguenti ad eventuali situazioni di non corretta gestione accertate dalle autorità competenti, anche sollecitando la promozione dell’attivazione di un protocollo di Conciliazione paritetica, coinvolgendo anche le Associazioni di consumatori; a predisporre iniziative da avviare nell’azione di tutela, aiuto e sostegno materiale ed immateriale di quei cittadini e piccoli risparmiatori che si trovassero in condizioni economiche e sociali di indigenza provocate dal dissesto delle banche coinvolte, anche attraverso la costituzione, con opportuni strumenti giuridici, di un fondo a sostegno degli stessi”. Con la mozione si chiede, altresì, l’impegno della Giunta regionale “a deliberare la richiesta di costituzione di parte civile, ove ricorrano le condizioni previste dall’ordinamento, negli eventuali processi a tutela dei risparmiatori e della comunità lucana, lesa nel diritto costituzionalmente garantito al risparmio, ex articolo 47 della Costituzione; a sollecitare l’approvazione del disegno di legge d’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta che accerti le responsabilità relative alle crisi delle banche, poiché è legittimo chiedersi se, a fronte dei tanti casi eclatanti, il sistema di vigilanza abbia denunciato difetti di funzionamento; a prevedere un fondo a sostegno dei risparmiatori che si trovino in condizioni economiche e sociali di indigenza provocate da tali vicende da erogare attraverso le Associazioni di Consumatori”. “La situazione generata dai titoli tossici di Veneto Banca – si legge nel documento - ha avuto ripercussioni gravi anche sui piccoli risparmiatori ed investitori lucani, coinvolti nella questione a seguito della collocazione di tali titoli sul nostro territorio ad opera di Bancapulia e lesi nel diritto costituzionalmente garantito al risparmio, ex articolo 47 della Costituzione. La dimensione del fenomeno ha assunto una rilevanza significativa per l’economia del nostro territorio, considerato che secondo le stime effettuate dalle associazioni dei consumatori la somma che riguarderebbe i cittadini lucani si aggira intorno ai 46 milioni di euro”.