CERI E MANIFESTI A LUTTO A MATERA

Né sul fronte della protesta né su quello della proposta Matera riesce ad essere unita. E se nelle ultime settimane proliferano botta e risposta tra esponenti politici della minoranza, liberi cittadini , associazioni e amministrazione comunale , non mancano le mobilitazioni – alcune annunciate ma poi andate deserte – e altre che trovano opinioni contrastanti.

E’ il caso della  manifestazione di protesta contro l’immobilismo del Comune di domenica sera promossa da un gruppo di cittadini che in piazza Vittorio Veneto  ha invitato i materani a scendere in piazza con un cero da accendere in segno di lutto. “Lo scopo – si legge in un comunicato – è riportare nuovamente Matera al centro del progetto che ha permesso alla città dei Sassi di conquistare il titolo di capitale europea della cultura per il 2019. Matera deve svolgere il ruolo di motrice dello sviluppo economico, sociale e culturale del territorio ma le scelte dell’ Amministrazione vanificano gli investimenti effettuati per garantire occupazione e benessere nella città dei Sassi e vanno nella direzione opposta rispetto alle scelte che puntavano alla destagionalizzazione dell’offerta turistica”. A non condividere le finalità di questa mobilitazione il Comitato di Quartiere dei Rioni Sassi. Il presidente protempore Daniela Carmen Coscia in una nota spiega che “ Non appena il fine delle dimissioni della Giunta De Ruggieri si è palesato essere l’obiettivo della manifestazione, si sono create due linee di pensiero ben definite e opposte: dimissioni vs partecipazione. Non essendo le due su piani compatibili abbiamo dovuto, come Comitato di Quartiere, prenderne le distanze ufficiali. Vorremmo partecipazione, programmazione e sicuramente continuare a dialogare con l’Amministrazione, democraticamente eletta, a prescindere dal proprio colore politico e a prescindere dalle nostre preferenze personali. Noi – conclude Coscia – continueremo a seguire la linea della trasparenza e ad operare come abbiamo sempre fatto: le strumentalizzazioni non ci appassionano e siamo certi che questo porterà a grandi risultati”. Vero è che pur nella difficoltà di comprendere dove finisce la protesta e dove inizia la strumentalizzazione, il malessere in città è diffuso con i materani che rivendicano partecipazione e coinvolgimento , programmazione, dialogo e la prosecuzione di un cammino caratterizzato da troppi pit stop che pregiudicano il raggiungimento di obiettivi storici e ambiziosi (da trmtv.it-Antonella Losignore).