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FINANZIARIA LUCANA: UNA "PEZZA" ALLE POLITICHE SANITARIE DEL GOVERNO

27-12-2009

FINANZIARIA LUCANA:  UNA "PEZZA"  ALLE  POLITICHE SANITARIE DEL GOVERNO

La Finanziaria Regionale “mette una pezza” ai tagli di politica sanitaria del Governo Berlusconi che fa un passo indietro specie rispetto alla piccola rivoluzione di Obama per affermare il diritto di tutti alla salute”. A sostenerlo è il capogruppo del Pdci nel Consiglio regionale lucano Giacomo Nardiello, sottolineando che “con il Patto per la salute siglato tra Stato e regioni non si fa che aggravare la situazione tra sistemi regionali sanitari di serie A e di serie B. Le regioni in deficit dovranno sanare il loro debito (non è il caso della Basilicata) aumentando l’Irpef e i ticket sanitari. Si chiedono più tasse a cittadini che già soffrono per un sistema sanitario carente e che, trovandosi per lo più in regioni povere e con alti tassi di disoccupazione, hanno anche altri gravi problemi da affrontare. Insomma, la Sanità italiana, che pure va difesa perché è tra le migliori al mondo – afferma Nardiello – è da cambiare. La Federazione della sinistra deve inserire anche questa tra le sue priorità, per riparare ai danni provocati dalle spinte verso il federalismo”. Secondo il capogruppo del Pdci “in questa ottica assumono maggiore rilevanza i provvedimenti di spesa contenuti nella Finanziaria Regionale con 14 milioni di euro destinati al sistema integrato di servizi sociali, 4,6 milioni ai malati affetti da patologie croniche, 3 milioni per il fondo destinato alla non autosufficienza, per citare i più significativi. La voce Sanità influisce in media per l’80-85% sul bilancio annuale di una Regione. Cifre considerevoli che vengono amministrate in maniera tanto diversa da giustificare un nuovo proverbio: regione che vai, salute che trovi. E’ ormai consuetudine plaudire alle regioni “virtuose”, come la Lombardia, e condannare quelle “sprecone” in deficit. Tuttavia, un’analisi che vada al di là dei conti può svelare, ad esempio, qual è il prezzo che i cittadini lombardi pagano per avere un bilancio sanitario in pareggio. La Lombardia – spiega Nardiello – fa una politica di dimissione selvaggia degli anziani dagli ospedali per poi accoglierli nelle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali). La loro permanenza in queste strutture è coperta solo per metà dal sistema sanitario, l’altra metà del costo è a carico del malato o, se va bene, del suo comune di residenza. Quindi possiamo dire che la Lombardia mantiene i suoi conti in pareggio, ma al prezzo di non considerare gli anziani non autosufficienti come dei malati che hanno diritto alla piena assistenza. Per noi che siamo una regione “virtuosa” nella spesa sanitaria, senza però inasprire ticket ed oneri a carico dei cittadini, si pone il problema di accrescere in qualità i servizi e di garantire quelli socio-assistenziali ad anziani, disabili e minori”.

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