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ALLAM CANDIDATO PDL IN BASILICATA: PIU' I CONTRO CHE I PRO

22-01-2010
ALLAM CANDIDATO PDL IN BASILICATA: PIU' I CONTRO CHE I PRO
 
“Le ipotesi affascinanti di questi giorni circa le candidature a Presidente della Regione Basilicata di uomini politici di indiscussa levatura ma di origini decisamente “non lucane”, è il segnale inequivocabile del totale e completo fallimento della politica lucana che non può essere addebitata soltanto al centro-sinistra clientelare, che tutti ben conosciamo, ma anche, e con le medesime responsabilità, ad una opposizione di centro-destra incapace di esprimere valide proposte alternative”. Lo afferma, in un comunicato stampa, Gerardo Graziano, coordinatore regionale Io Sud Basilicata.
“Personaggi del calibro del professor Vittorio Sgarbi o dell’eurodeputato Magdi Cristiano Allam potrebbero ben svolgere il ruolo di oppositori all’interno di un Governo Regionale “ingessato” e chiuso all’interno di una “Casta” capace solo di sperperare ogni singola ricchezza di cui pur la nostra Regione dispone”.
“Abbiamo appreso, ammettiamo con molta sorpresa, seguendo la trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa, della candidatura dell’eurodeputato Magdi Cristiano Allam che dovrebbe essere capolista - come indipendente - del centrodestra in Basilicata. Fermo restando la stima per Allam, ottimo giornalista e simbolo di un’integrazione riuscita, la notizia ci porta a molte riflessioni”. E’ quanto riporta una dichiarazione congiunta a firma di Gianni Rosa e Luigi Modrone, rispettivamente vice coordinatore regionale e vicoordinatore provinciale del Pdl. “Innanzitutto il Pdl di Basilicata ha necessità, per contrastare la candidatura di Vito De Filippo, governatore in carica e lucano, di un candidato espressione del territorio, che conosca e viva la nostra regione e che possa far identificare con la sua figura il cittadino di Basilicata e l’opinione pubblica. In attesa di capire i motivi di questa decisione, e aspettando che ci sia un chiarimento nel Popolo delle Libertà sulle strategie elettorali e sopratutto su cosa vogliamo proporre ai nostri corregionali per ottenere la loro fiducia, crediamo – continuano gli esponenti del Pdl - sia necessario un chiarimento interno, franco e costruttivo. Per questo, invitiamo i dirigenti regionali ad avviare la riflessione, ponendo nelle mani del presidente Berlusconi e del presidente Gianfranco Fini, un mandato con le nostre dimissioni, cosa che faremo subito con il nostro ruolo di Vice Coordinatore Regionale e Provinciale. Questa proposta assolve la funzione di aprire un dialogo tra la dirigenza nazionale, la dirigenza regionale ed i quadri locali, trovando una soluzione comune che possa essere rappresentativa di tutta l’opinione pubblica lucana e di tutto il territorio di Basilicata”.
"Sbagliare è umano perseverare è diabolico. Al peggio non c’è mai fine. In questo susseguirsi di voci che danno oggi come candidato presidente per il centro-destra alle elezioni regionali l’europarlamentare Magdi Allam, la classe politica del Pdl nazionale sta facendo un altro clamoroso autogol”. A dichiararlo è Nicola Lopatriello, componente della direzione regionale del Pdl di Basilicata. "Così come ieri avevo manifestato le mie perplessità sulla candidatura di Egidio Digilio, tutte politiche ovviamente perché umanamente è sicuramente una bravissima persona e dettate dalla necessità solo di allargare la coalizione, ora dal cilindro dell’ufficio di presidenza del Pdl romano – prosegue Lopatriello - spunta il nome di Allam, anch’egli persona umanamente ineccepibile del quale ho condiviso anche alcune battaglie tipo la sua conversione dalla religione musulmana a quella cattolica esponendosi in prima persona su un tema, quello religioso, oggetto di conflitti internazionali soprattutto in Medio Oriente. Però continuo a non capire questa chiusura a riccio del Pdl le cui candidature sono ancora “paracadutate”. Allam è un fine editorialista del Corriere della Sera, ma alla guida della coalizione in questa terra – rimarca l’esponente del Pdl - è una scelta che suscita scetticismo perché non è espressione del territorio in una competizione elettorale dove i protagonisti sono proprio i bisogni e le esigenze di una regione, la Basilicata, tra le più povere a livello europeo. A questo punto se proprio si deve andare incontro ad una sconfitta, almeno si punti su un lucano e se ci sono ancora dei margini di contrattazione su rappresentanti delle istituzioni, ma sempre con radici, possibilmente solide, in Basilicata per contrastare quindici anni di mal governo del centro sinistra incentrati solo sull’allargamento del consenso e non sui reali problemi dei lucani”.
“La notizia mediatica della candidatura del già parlamentare europeo dell'UdC per la circoscrizione Nord-Ovest a presidente per il Pdl in Basilicata ha in sè un pizzico di follia e una grande dose di disprezzo per le intelligenze e la passione umana delle genti lucane”. E’ quanto dichiara il commissario regionale Giovani Udc di Basilicata, Francesco Coviello che aggiunge: “Non meraviglia la scelta dall'alto voluta da Silvio (che credo scambi spesso la nostra Regione per bagno di servizio di una delle sue tante residenze lombarde, romane o sarde) che dimostra la bocciatura di una classe dirigente locale del Pdl incapace di autodeterminarsi e di costruire una valida alternativa nei programmi e nei nomi al centro-sinistra di Basilicata. Colpisce invece la pronta disponibilità del "crociato per la conversione" ad accettare e a volersi precipitare a dare l'annuncio dal salotto televisivo berlusconiano di Vespa. Colpisce perchè offende i lucani a prescindere dall'essere di centro, destra o sinistra, fa prendere ancor di più coscienza agli italiani, soprattutto ai giovani di come ormai non importa i meriti, il radicamento e l'amore che si ha per la propria regione e per il bene di essa. La riflessione di quanto sta accadendo in Basilicata – prosegue - merita ovviamente maggiore meditazione e ulteriori approfondimenti. Quanto all'UdC lucano, siamo ancora più determinati a continuare nel cammino intrapreso di costruire un nuovo modo di governare e vivere la nostra Basilicata. I giovani dell'UdC – conclude Coviello - hanno scelto e sostengono il progetto Basilicata, all'uomo Allam facciamo i migliori auguri e un benvenuto (quando deciderà di degnare i lucani della sua presenza) in Basilicata: terra di briganti, acqua, petrolio ma soprattutto di uomini e donne che meritano rispetto”.

Sulla candidatura a Presidente della Regione, in Basilicata, per lo schieramento di centro - destra dell’ex vicedirettore del “Corriere della Sera” ed europarlamentare Magdi Allam, indicato, ieri sera, da Silvio Berlusconi, i vertici lucani dell’Mpa e della Federazione di Centro (Fdc) hanno dichiarato: “La scelta del Presidente del Consiglio ci lascia perplessi. Magdi Allam è sì un uomo di cultura, un sagace giornalista, anche convertitosi al cattolicesimo, decidendo di vivere in Italia per amore della nostra nazione, ma c’è da dire che non è un figlio lucano. Berlusconi avrebbe potuto scegliere tra uomini autoctoni, liberi e profondi conoscitori delle peculiarità della nostra Terra ma, soprattutto, dei suoi complessi problemi. A nostro avviso solo un uomo lucano può essere investito della candidatura a Presidente della Regione perché ha dentro di sé le motivazioni giuste d’amore e coraggio, potenziate dal radicato senso d’appartenenza alla propria Terra natìa, per determinare un radicale e duraturo cambiamento locale in nome dei valori della democrazia e della politica sana e libera che dà risposte concrete ai cittadini. Ciò nonostante saremo ben lieti di capire le profonde motivazioni da parte di Berlusconi di mettere in campo una scelta così radicale e dirompente in Basilicata che potrebbe anche svegliare la sonnolenta società lucana”. “La dirigenza Mpa e Fdc – conclude il comunicato - pone un problema di concertazione ai partiti sulla scelta degli uomini alla candidatura a Presidente della Giunta regionale dove, all’interno degli stessi partiti scriventi, vi sono capacità da offrire per la crescita socio-politica locale in forma autoctona”. Il Csail sostiene la candidatura di Magdi Cristiano Allam alla Presidenza della Regione Basilicata considerandolo “punto di riferimento” della società civile lucana che richiede una svolta di alternativa all'attuale modello e che ha bisogno in un ”leader in cui credere”. E' quanto sostiene il presidente del Csail Filippo Massaro. “Sono convinto – dice Massaro - che il movimento politico “Io amo l’Italia” che Allam ha fondato possa trasformarsi nella nostra regione in “Io amo la Basilicata” che è il messaggio che ispira da sempre l'attività e l'iniziativa di tanti comitati popolari e cittadini che non ne possono più della “cappa” del potere del centrosinistra e si mobilitano con la forte motivazione di “voler bene a questa terra”. Infatti il Movimento di Allam, come noi, si assume la storica missione di promuovere insieme a tutte le persone di buona volontà il processo di emancipazione sul piano personale e collettivo proclamando uno stato di emergenza etica fondato su verità e libertà, fede e ragione, valori e regole”. “Il Csail – conclude la nota - è convinto che la candidatura di Allam possa rappresentare quella “scossa” di cui ha bisogno la società civile, profondamente delusa del comportamento assunto sinora dai gruppi dirigenti del Pdl lucano, “arroccati” nella difesa di piccole posizioni personali e in strategie di alleanze che si sono rilevate fallimentari”.

“Magdi Cristiano Allam per i valori cattolici che esprime e perché animato da un autentico amore per il prossimo, rappresenta un buon candidato in grado di intercettare bisogni ed esigenze dell’elettorato cattolico lucano che nel gruppo dirigente regionale del Pdl non crede più per le troppe delusioni accumulate negli ultimi anni”. E’ il commento del segretario regionale della Basilicata della Dc Giuseppe Potenza annunciando il “pieno e convinto sostegno” dei democratico-cristiani lucani ad Allam contro il quale – aggiunge – “da giorni si sta scatenando un’ignobile campagna della stampa locale che attraverso titoli ad effetto (“un egiziano per la Basilicata”) o con vignette di cattivo gusto ha assunto toni di razzismo e di intolleranza che non appartengono in alcun modo alla nostra tradizione civile e culturale”. “Allam non incarna, come qualcuno vorrebbe far credere,il ruolo dell’ultimo “crociata”, quanto piuttosto – afferma il segretario della Dc - attraverso il Movimento politico che ha costituito (“Io amo l’Italia”) intende svolgere la storica missione di promuovere insieme a tutte le persone di buona volontà il processo di emancipazione sul piano personale e collettivo, a partire dai principi e dai valori cristiani. Il laicismo esasperato che invece è possibile riscontrare anche in ogni angolo della nostra regione ha prodotto tali guasti sul piano della convivenza tra opinioni diverse al punto che chi oggi intende sostenere i valori cristiani viene considerato “fuori dalla storia”. E accade così che scuole per l’infanzia da sempre gestite da congregazioni religiose e di suore, come quella a Laurenzana, chiudono nell’indifferenza generale e che la rappresentanza politica dei cattolici viene interpretata come sottomissione a clientele e favoritismi. Per questa ragione condividiamo il progetto politico di Allam che è parte integrante del patrimonio ideale storico della Dc per promuovere, insieme a tutte le persone di buona volontà, la riforma etica dell’insieme delle istituzioni che ci accompagnano sin dalla nascita, nella consapevolezza che potremo riscattarci solo se saremo in grado di ridefinire qualitativamente il nostro modello di sviluppo economico e il nostro modello di convivenza sociale, mettendo al centro la persona, la famiglia, la comunità locale e la nazione, affermando il primato del bene comune e dell’interesse generale, salvaguardando il senso dello Stato e l’interesse nazionale. E per questo gli appelli agli “uomini liberi e forti” (don Sturzo si rivolterebbe nella tomba) dell’ultima ora da parte di dirigenti regionali del Pdl sono fuori tempo massimo e non credibili”.

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