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LO STRANO CASO DI MORELJEKILL E MORELHIDE
Ci è sembrato opportuno scherzare un po’, almeno sul titolo di questo pezzo che mettiamo oggi nella rubrica che più ci intriga. Abbiamo ricevuto dall’imprenditore Tito Di Maggio (già assessore comunale nella giunta materana di centrodestra guidata dal sindaco Buccico) questa vivace missiva di replica a precedenti affermazioni dell’ex assessore comunale Michele Morelli. Abbiamo deciso di pubblicarla, proprio come facemmo in passato (cfr. Il Pomeridiano del 23 Luglio, in cronaca). Quello che non siamo in grado di proporvi sono le controdeduzioni di Morelli alla lettera che ci inviò Di Maggio. Va da sé che siamo lontani dall’esprimere qualsiasi giudizio sull’operato di Morelli come amministratore comunale. Se Morelli lo riterrà opportuno, potrà re-re-replicare, magari inviandoci il testo della incriminata “replica”, pubblicato se non andiamo errati durante il mese di Agosto da un quotidiano regionale. Siamo a vostra disposizione per ospitarvi ma, vi prego, non andate oltre le trenta repliche, come nei migliori spettacoli.
Ho sempre letto e con molta attenzione i “turbamenti a mezzogiorno” dell’ex assessore di lungo corso Michele Morelli, (fra tira e molla quasi dieci anni, se non sbaglio); da tempo, infatti, cerco di capire la natura di questo sdoppiamento di personalità. Quello sdoppiamento, per intenderci, che porta a predicare bene e razzolare male. Una patologia questa, che una parte della Sinistra italiana, continua ad ostentare quasi si potesse esserne portatori sani. Approfitto, allora, della cortesia di un amico, che ha voluto inviarmi copia delle riflessioni di Michele Morelli sul mio “sogno infranto”, scusandomi per il ritardo sulle sollecitazioni ricevute. Nei recessi del “morelliano pensiero”, trovo alcune considerazioni illuminanti al fine di meglio comprendere lo sdoppiamento di personalità; vedrò di cogliere fior da fiore. Dice il Morelli Presente, cito testualmente: “nulla da aggiungere ai buoni propositi del visionario”. Peccato, aggiungerei io, peccato che, in poco meno di dieci anni, il Morelli Passato non sia stato in grado di contribuire a realizzare uno che sia uno di quei buoni propositi. Anzi, potere delle amnesie, quando l’attuale e simpatica amministrazione ha cercato, per esempio, di realizzare la “Cava del Sole”, progetto approvato e finanziato da lunghissimo tempo, il Morelli Presente, ha gridato allo scandalo, denunciando lo scempio del territorio, lo strazio culturale e, chi più ne ha più ne metta; peccato che quel progetto era stato pensato e firmato dalla moglie del Morelli Presente e Passato. Che dire poi del Morelli Presente che si “turba” per i ritardi del Regolamento Urbanistico volto a liberare la città dalle “pesanti previsioni edilizie;” ancora una volta si dimentica dell’assiduo e proficuo lavoro svolto dell’assessore Morelli, quello del passato per intenderci, che possiamo addirittura definire l’estensore dell’attuale piano regolatore avendo lo stesso sostituito, su delega del Sindaco l’assessore all’urbanistica del tempo. Insomma il Morelli Passato ha stimato, pesato, rivisitato e controdedotto e infine votato e approvato quel Piano Regolatore contro il quale oggi lancia strali di ogni tipo. Qualche esempio? Il Giardino Porcari? Morelli Passato lo ha voluto e votato; Sant’Agostino? Il Morelli Passato lo ha voluto e votato. Cosa ci voglia comunicare oggi, il Morelli Presente è francamente difficile da intendere. Ma, invero, qualche segnale di questa forma di schizofrenia o labirintite politica l’ex assessore Morelli ebbe a manifestarla già nella giunta Minieri. Quelli di buona memoria ricorderanno, infatti, la lettera di dimissioni da assessore; una lettera di fuoco, peste e corna contro Minieri e i colleghi di giunta. Insomma, per semplificare, Morelli si dimette il Sabato e il Lunedì ritorna in giunta. Non male. Ma, non bastasse, il Morelli Presente, mi richiama e mi sollecita su quello che Lui non ritiene un problema di “imminenza politica” continuo a citare testualmente, (anche per evitare attribuzioni di un italiano maccheronico che non mi appartiene) perché secondo il Morelli-pensiero, il ‘Malaffare’, “ha a che fare prima di tutto con il codice penale.” E’ del tutto ovvio che non condivido il Morelli-pensiero, innanzitutto perché il ‘Malaffare’, non sempre e non necessariamente coincide con il codice penale, ma soprattutto, perché in questa manifestazione di pensiero, il Morelli Presente o continua lo sdoppiamento dal Morelli Passato, o ha una sorta di resipiscenza; perché no, potrebbe succedere anche a Lui. Infatti, in modo del tutto involontario, il Morelli-pensiero deve essere corso alla “movida” degli atti amministrativi delle passate giunte quando, insieme ai suoi sodali affidava immobili pubblici a supposte associazioni culturali che si dimenticavano di pagare i canoni di locazione; oppure quando faceva bandi di assegnazione di immobili pubblici ai quali, stranamente partecipava un solo concorrente o, meglio, come nel caso del Teatro dei Sassi, che veniva assegnato, (per riconosciuti meriti, suppongo) a trattativa privata; oppure ricorda i mai dimenticati cambi di destinazione d’uso? Lavatoi per attici? O, forse, il Morelli Presente ricorda di quando il Morelli Passato affidava gli asili pubblici a società che percepivano contributi pubblici esosi e per bambini che non avevano mai frequentato? O il Morelli Presente ricorda di quell’avviso di garanzia per supposta “mala gestio della cosa pubblica” ricevuto dal Morelli Passato insieme ai suoi sodali? E, per i quali, la Corte dei Conti li ha anche condannati a pagare x euro. Beh, se è questo il ‘Malaffare’ al quale fa riferimento il Morelli Presente, ha ragione il Sindaco Buccico, questo tipo di ‘Malaffare’, non c’è più. Spiace constatare che la memoria del Morelli Presente sia così fragile, perché altrimenti ricorderebbe che queste cose ho avuto modo di denunciarle, insieme a Città Plurale, in tutte le manifestazioni pubbliche alle quali abbiamo avuto modo di partecipare. Ma c’è l’altro tipo di ‘Malaffare’ del quale vorrei dire, quello penalmente irrilevante ma civicamente devastante. Parliamo di quei peccatucci ai quali non si fa più caso quasi fossero diventati prassi, abitudine. Quei peccatucci che danno assuefazione ma che, infine, sommati l’uno con l’altro danno la stura ai grandi peccati. Parlo di quella infinita sequela di favori e favorini ai quali sono adusi la stragrande maggioranza del personale politico di destra, di sinistra, di centro, di sotto e di sopra. Qualche esempio?: Fare il certificato fuori dall’orario di apertura al pubblico per evitare all’amico di fare la coda; verificare una pratica di contenzioso in assenza di controparte e, quindi, con l’amico; affidare consulenze o incarichi a conoscenti, attigui, famigli o contigui anziché basarsi su capacità e professionalità; dare copia di qualsivoglia atto prima della sua pubblicazione; andare alle commissioni consiliari, firmare ed uscire; l’andazzo, condito da molte altre furberie è questo. Queste cose, piaccia o non piaccia al mio amico Buccico, si facevano e si continuano a fare. E se queste cose le fanno anche quelli di destra, non per questo diventano ‘buonaffare’. Cattiva pratica era e cattiva pratica rimane. Almeno per me. Se l’ex-assessore Morelli ricevesse la grazia e riuscisse a ricordare, scoprirebbe che la mia campagna elettorale era basata sul ripristino della moralità pubblica alla cui devastazione lo stesso Morelli aveva ampiamente partecipato. Ma tant’è. Io mi sono dimesso dopo aver provato per soli diciotto mesi a concorrere ad amministrare questa città. Pensavo che il Comandante dei Vigili Urbani dovesse essere rimosso che…, che…, insomma avevo diversità di vedute, di modi, ma soprattutto, di tempi con il mio datore di fiducia e ho preferito tornare a tempo pieno ai miei impegni. Nessuna crisi matrimoniale, né confusione alcuna, Caro Morelli, e vivaddio nessuna mediocrità, a meno che il Morelli Presente non pensi ad un passato che torna.
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