Abbiamo appena finito con la storia del dialetto e la Lega, instancabile fucina di “sempiezzi” (come diceva il padre di Natalia Ginzburg in “Lessico familiare”), torna all’attacco. Lasciamo perdere la storia delle gabbie salariali, sulla quale gli uomini in verde hanno fatto dietrofront. L’ultima, vistosa, trovata riguarda le bandiere regionali. Il capogruppo alla Camera degli uomini di Bossi ha lanciato la proposta, che prevedrebbe addirittura la modifica della Costituzione repubblicana. A sventolare, quindi, sugli edifici pubblici del nord est potremmo trovare non solo il tricolore e l’azzurra bandiera europea,già accompagnate dai simboli delle Regioni, ma addirittura la verde bandiera della Padania. E l’inno? Per l’inno che cosa suggerite da cantare, oltre a quello nazionale scritto da Goffredo Mameli e musicato da Angiolo Silvio Novaro che, tra l’altro, non era del Sud? “Non poto reposari” per i sardi e “Fenesta ca lucive” a Napoli? Ma andiamo… A proposito, sapete come si chiama il parlamentare che ha la paternità di questa piccineria? Federico Brìcolo. Finalmente, dopo anni di ricerche, abbiamo completato la squadra, composta come è noto da Cucciolo, Eolo, Pisolo, Mammolo, Gongolo, Brontolo e Dotto. Per il nono è già in dirittura d’arrivo Brunèttolo, detto anche Travèttolo. Per il decimo è sempre in predicato l’irresistibile Sìlviolo, conosciuto pure come Pàpino.
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