E’ dalle 16 di ieri che sbraita e se la prende contutti. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non sa davvero perdere, non ci è abituato. Dal pomeriggio di ieri la Corte costituzionale ha stabilito che il cosiddetto lodo Alfano è fuori dai dettami della Carta primaria del diritto italiano e che il capo dell’esecutivo, almeno di fronte alla legge, è uguale agli altri cittadini. Di fronte a questo dettato, si è scatenato di tutto. I giudici costituzionale sarebbero in gran parte di sinistra, il Presidente della Repubblica sta da una parte sola, i giornali sono tutti in mano alla sinistra e via blaterando Al Silvio gli è mancato di dare del comunista al presidente della Camera Gianfranco Fini e il quadro dell’agitazione parossistica sarebbe stato completo. Non contento, le accuse sono continuate anche nella giornata di oggi e, nemmeno in queste ore, l’uomo di Arcore ha seguito il consiglio di Fini: quello di portare rispetto alla massima carica istituzionale italiana, cioè al Capo dello Stato. A margine della vicenda, apprezziamo senza riserve il rigetto della teoria degli avvocati di Berlusconi che avevano ipotizzato cche il loro Cliente fosse non un “primus inter pares”, ma un “primus super pares”, vale a dire siamo tutti uguali ma Lui è più uguale degli altri. A Lui e a loro, attenti uomini di legge e profondi conoscitori del latino, dedichiamo un famoso “vademecum tango” facilmente recuperabile da You tube. Ecco l’indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=kCLuDZ8CroE. Buon divertimento
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