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di giesse
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24-11-2009
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CI VORREBBE UN' ANAGRAFE
Francamente ci ha meravigliati. Da un uomo compassato, con un aplomb di marca quasi anglosassone (ah, la perfida Albione!) che ci ha abituati a commenti precisi e taglienti come rasoi (ah, Gugliemo di Occam!), non ci saremmo aspettati il proferimento di una parolaccia. Sì, è stato il presidente della Camera dei Deputati, l’on.Gianfranco Fini a meravigliarci. Facendo visita a una classe delle scuole dell’obbligo a Tor Bella Monaca, in quel di Roma, a un gruppo multietnico di alunni ha detto che “se qualcuno afferma che gli immigrati sono diversi, è uno stronzo”. Un concetto decisamente sopra le righe e anche un po’ volgare, per quanto il termine in sé ha molteplici utilizzazioni “a latere” rispetto al significato originale che indica una particolare forma che può assumere il prodotto della defecazione. Fini ha detto anche: “Io so che voi non lo dite, ma lo pensate, allora lo dico io”. Gli ha fatto subito eco il ministro Calderoni, leghista, presumibilmente un esperto della materia ribadendo che, a essere fatti di quella sostanza, sono quelli che illudono gli immigranti. Abbandonando il materiale organico, va però aggiunto che siamo totalmente d’accordo con il pensiero del presidente Fini, anche se avrebbe potuto esprimerlo con altre e meno puteolenti parole. Ma tant’è. Ci auguriamo che, per il futuro, questo termine così abusato da Roma in giù sia destinato solo ai colloqui informali, oppure che diventi oggetto di una riforma costituzionale. Si potrebbe istituire un'anagrafe nazionale dei detentori del “titolo” in questione che, ne siamo certi, sono davvero una pletora crescente e inarrestabile. Per il vostro diletto, ecco una citazione culturalmente rilevante nel panorama della cinematografia italiana, tratta dall’insostituibile You tube http://www.youtube.com/watch?v=e1WaTUcmukU
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