La micro-imprenditoria femminile che si esprime nella forma dell'impresa individuale, rappresenta poco più di un quarto (il 25,6%) dell'intero stock delle imprese che adottano questo tipo di forma giuridica. E’ quanto emerge dalla rilevazione di Unioncamere e InfoCamere sulla base dei dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio Sul territorio regionale, questa percentuale varia da un massimo del 34% (rilevato in Molise) ad un minimo del 20,4% (in Trentino Alto Adige). Oltre al Molise, il “muro” del 30% di imprese individuali con a capo una donna è superato dalla Basilicata (31,5%) e dall'Abruzzo (30,3%). Prossimi a superarlo sono invece Umbria (29,3%) e Friuli Venezia Giulia (29%). Stessa distribuzione delle piazze d'onore nella graduatoria delle imprese di donne immigrate: nell'ordine Molise (33,1%), Basilicata (30%) e Abruzzo (27,3%). In quelle di rincalzo appaiono invece altri territori e, segnatamente, la Campania (26,1%), la Puglia (23,1%) e la Sicilia (22,7%). Fatto 100 il totale delle imprese individuali femminili, invece, si può osservare come la quota più consistente sia rappresentata dalle imprese della Lombardia (dove ha sede il 10,7% di tutte le imprese individuali femminili), subito seguita dalla Campania (dove si trova un altro 10,4%). Poco distanti anche Sicilia (9,5%), Lazio (8,5%) e Piemonte (8%).
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